Post

Construenda Carthago - Episodio 3

Immagine
 di Francesco Pio Ceroni In guerra, i tipi di munizioni sono innumerevoli. Il denaro è stata una di queste. Dal 1941 al 1945 la Germania nazista operò la più grande falsificazione di banconote della storia con lo scopo di compromettere il sistema economico inglese. Clicca qui sotto e ascolta anche tu la storia dell'Operazione Bernhard. https://www.spreaker.com/user/16133108/bernhard_2
Immagine
 EDVARD MUNCH, TRA ALCOOL, GENIO E FOLLIA di Francesca De Ingeniis "Madonna", 1894 (olio su tela), Oslo, Munch Museet  Edvard Munch, un nome abbastanza noto, lo si sarà sicuramente studiato alle medie, ristudiato alle superiori, visto in qualche mostra. Quei quadri un pò strani, monotoni, tristi e freddi. Ma la sua pittura non si racchiude solo in queste quattro parole. Dietro alla sua arte si cela un passato contorto, straziante, accerchiato dalla morte, un bambino condannato sin da piccolo ad affrontare i suoi mostri da solo, che lo renderanno un folle, un   uomo fatto di ansie e dubbi, disturbi depressivi e spunti paranoici, dipendenze alcoliche che però gli consentiranno di riscoprire il senso della propria pittura. In un mondo fatale che sembrava volerlo condannare al dolore, l' arte fu per Munch un aggancio positivo, che gli permise di dipingere i suoi sentimenti, mettendosi a nudo davanti a tela e pennelli. La scrittura fu per Edvard un' ulteriore àncora di sal

“Una giornata di Ivan Denisovič”: glaciali riflessioni da un gulag sovietico

Immagine
di Francesco Pio Ceroni ed Elena Piccirilli “ Una giornata di Ivan Denisovič ”, romanzo breve scritto dall’autore russo e premio Nobel Aleksandr Isaevič Solženicyn e pubblicato in Italia da Garzanti Editore per la prima volta nel marzo 1963. (Milano), racconta della vita precaria nei Gulag sovietici dal punto di vista di un prigioniero, detenuto per motivi politici, Ivan Denisovič  Šuchov, che osserva e commenta gli avvenimenti di una delle sue giornate nel campo. L’autore sceglie di parlare di una fredda giornata invernale dell’anno 1951, quando al protagonista mancano ancora due anni per terminare di scontare la pena di dieci anni di lavori forzati in seguito a una condanna per tradimento. Solženicyn stesso era stato prigioniero nei Gulag per otto anni, tra il 1945 e il 1953, a seguito dei quali, dopo la liberazione dalla reclusione, fece conoscere al mondo la realtà atroce dei lager sovietici attraverso le sue opere, tra cui “Arcipelago Gulag”, suo capolavoro. I Gulag erano stati

Construenda Carthago - Episodio 2

Immagine
 di Francesco Pio Ceroni Nella guerra, non esistono fattori e soprattutto conseguenze che possono fregiarsi della parole "positivo, utile, conveniente". Oggi soprattutto, morti e feriti sono puntualmente all'ordine del giorno e gli unici ad appellarsi ad una tregua - almeno nelle festività - sono i capi religiosi.  E se fosse la festività stessa a porre fine ad una guerra? Un evento impensabile, diremmo noi. Vi dico invece che avvenne e fu anche di notevole portata. Clicca qui e ascolta il podcast sulla Tregua del Natale 1914. https://www.spreaker.com/user/16133108/christmas-truce_6
Immagine
 ORFEO & EURIDICE  Di Francesca De Ingeniis "Orfeo, non dimenticarmi". Poi ad un certo punto chiusi gli occhi, e non vidi più nulla. Solo tenebre". Il dio Plutone rifletteva, con il pugno sotto il mento.  Proserpina si volse a guardarlo, le trecce le ondeggiavano sulle spalle.  "Che sia condotta qui Euridice, ed avvicinati anche tu, cantore. Ho apprezzato il tuo canto, così come la fiducia che nutri nel potere dell'amore. Chiederò alle Parche di tessere nuovamente il destino di Euridice perché le concedano più tempo. Però te la restituisco ad una condizione: ella seguirà i tuoi passi ma tu non potrai girarti a guardarla finché non avrete lasciato il mio regno." L'immensa moltitudine di anime giunta alla Valle del Lete tagliava il mio sentiero.  Nubi di polvere venivano alzate al passaggio di ogni spirito che vagava per la grotta, rallentando il nostro passo.  "Ci sei, cara Euridice?", "Subito dietro di te, mio sposo". Era bella a

Dicti Maiorum: rubrica di sentenze e proverbi latini e greci

Immagine
di Francesco Pio Ceroni Bentrovati ad un nuovo appuntamento di Dicti Maiorum, la rubrica che svela l’antichità non attraverso i poemi, i governi o le guerre, bensì tramite le esperienze ed i proverbi che tutti noi, dopo migliaia di anni, continuiamo a sperimentare. Quante volte giudichiamo? Troppe, forse. Da una situazione in cui non ci vorremmo mai trovare fino ad un’azione che noi, in cuor nostro, non avremmo sicuramente compiuto. Feste, amicizie, parole e perfino sguardi possono diventare facilmente oggetto dei nostri sottili giudizi; allo stesso tempo tuttavia, quando qualcuno ci giudica non ci sentiamo bene, soprattutto se il suo giudizio è basato su un malinteso. Moralmente parlando, l’atto di giudicare non è mai ben visto e nella religione può facilmente portare al peccato. Il proverbio di oggi riassume proprio questa brutta abitudine, questa presunzione di sapere ciò che accade agli altri, illustrandoci il contrappasso in cui potremmo incombere:   Nolite iudicare, ut non

Il bacio

Immagine
Il bacio: uno scatto fugace tra la folla  Chiarasole Tarsi La fotografia divenuta simbolo della fine della Seconda Guerra Mondiale, della speranza e della vittoria. Una foto spontanea che ritrae una giovane infermiera, Greta Zimmer Friedman e un marinaio, George Mendonsa che uniscono i loro corpi in un’unione edonistica. Era il 14 Agosto del 1945 precisamente le 17: 51 di quella calda giornata di estate quando la fotografia fu scattata da Alfred Eisenstaed   e pubblicata dalla rivista LIFE. Il presidente Truman aveva appena annunciato la fine della guerra, che aveva causato  più di 413 mila vittime americane. L’America si era finalmente risvegliata dall’incubo . Seppur si tratti di una foto iconografica di questo momento, purtroppo la storia dietro la fotografia ci rivela una versione dei fatti completamente differente. I due non si conoscevano, come rivelo’  Friedman in un’intervista, erano due perfetti sconosciuti che si ritrovarono in quella stessa strada nello stesso momento. Un mo